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ESCLUSIVA Realdamico: intervista a Federico Rutali

Aggiornamento: 7 dic 2022

Il protagonista dell'intervista della settimana è Federico Rutali.


Fashion & Lifestyle Influencer, Federico Rutali su Instagram vanta una community formata da più di 270mila follower. Orgoglioso, determinato e positivo, Federico cerca quotidianamente di trasmettere un messaggio di positività a chi ha avuto problemi legati al corpo e all’alimentazione.


Credit: Federico Rutali Instagram


L'intervista



Ciao Federico, partiamo con la prima domanda che facciamo ad ogni creator: da quanto tempo sei su Instagram e come ti sei avvicinata al mondo dei social network?


Il mio debutto sui social è avvenuto all’etá di diciotto anni. Durante il periodo liceale ho capito che avevo qualcosa da comunicare, esprimere. Timidezza? Oppure paura del giudizio degli altri, che mi frenava nella vita quotidiana? L’insieme di questi fattori mi hanno spinto ad emergere, a cercare di comunicare cosa sentivo dentro.




Scendiamo nel dettaglio: raccontaci il tuo percorso d'avvicinamento al mondo social e i motivi che ti hanno spinto ad intraprendere la carriera da influencer.


Dopo aver attraversato un brutto periodo della mia vita, caratterizzato dall’obesità, all’età di 18 anni ho deciso di aprire un profilo Instagram con cui raccontarmi e attraverso il quale lanciare un messaggio al mondo. Ho subito iniziato a postare foto del mio corpo “rinato”, perché no, anche esibendolo con un certo orgoglio in pose – talvolta – volutamente ammiccanti, compiaciute. L’intento era doppio: riappropriarmi del mio corpo, del piacere di vedermi e di mostrarmi, ma anche e soprattutto lanciare all’esterno, al mondo, un messaggio di positività, sperando di raggiungere altri utenti che come me hanno vissuto problemi legati al corpo e all’alimentazione, per dire loro che si può uscire da questa situazione, che c’è una soluzione, che con il duro lavoro ci si può riappropriare del proprio aspetto e tornare a vedersi in modo positivo. Ho incontrato da subito un consenso crescente, un seguito e un’attenzione anche offline verso i miei messaggi: sono stato contattato da testate giornalistiche, siti, radio, etc. interessati al mio messaggio di body positivity. E così mi sono “scoperto” influencer, con un circuito virtuoso di visibilità online e offline che ha portato il mio profilo a ricevere attenzione anche da aziende e agenzie di marketing, con cui ho deciso – perché no? – di iniziare a collaborare. Le collaborazioni commerciali sono aumentate, e mi sono sempre più dedicato alla comunicazione fashion e lifestyle. La prima è legata all’ambito della moda, quindi ho fin da subito cercato di portare contenuti che potessero mostrare stili, colori, accessori del momento, la seconda invece è incentrata sulla vita quotidiana che ogni persona può avere, consigliando magari un posto dove fare aperitivo, oppure una bella location dove trascorrere qualche giorno di vacanza.





Altro nostro classico. Fare l'influencer, che importanza dai, da 1 a 10, a questi fattori:

  • Aspetto fisico / Condizione economica - 6

  • Continuità di contenuti - 10

  • Amicizia/collaborazioni con personaggi noti - 8

  • Qualità dei contenuti - 10

  • Rapporto con la community - 10

  • Idee tecnico-pratiche - 9

  • Bravura del fotografo - 9

  • Bravura del social media manager - 9



I numeri, al giorno d'oggi, sui social sono importanti. Ricordi un traguardo social che ti ha stupito (soglia di follower, visual di un video, like a una foto, collaborazione ecc)? Sei solito festeggiare questi - piccolo o grandi - traguardi?


I numeri sui social sono importantissimi, non solo per quantificare l’ “influenza” che un personaggio ha sul pubblico ma soprattutto a livello personale. La mia è una storia di riscatto sociale, parto praticamente da zero quindi vedere giorno dopo giorno crescere il mio profilo mi fa stare bene e mi invoglia a fare sempre di più. Sotto l’aspetto lavorativo è stato fondamentale raggiungere i 10.000 followers, infatti solo così ho potuto avere lo “swipe up” nelle Storie di Instagram. È stato un bellissimo traguardo, perché in quel momento ho preso la consapevolezza che Instagram sarebbe potuto diventare fonte di guadagno, in poche parole, sarebbe potuto diventare un vero e proprio lavoro. Sono stato anche molto felice quando ho superato il muro dei 100.000 followers, complice sicuramente anche le apparizioni tv e le interviste sui giornali. Apprendere che la popolarità stava aumentando mi ha fatto capire che avevo una enorme responsabilità poiché “influenzavo” un pubblico sempre più vasto. In quel momento ho capito di essere ufficialmente un influencer. Anche le collaborazioni sono un traguardo importante: mi ricordo la prima volta che mi contattò una grande casa di moda. La moda è sempre stata la mia più grande passione, insieme ai viaggi.




I tuoi ritraggono la tua persona al centro di svariati paesaggi e bellezze d'Italia. Come sei solito scegliere la location per la realizzazione dei tuoi post? Ti fai aiutare da qualcuno nella scelta (se vuoi e puoi dircelo?


I miei post mi ritraggono immerso nella natura oppure in prossimità di monumenti famosi, quasi sempre in Italia. Io amo il mio Paese, quindi cerco nel mio piccolo di incentivare il turismo italiano, facendo conoscere meglio tantissime città, siti naturali ed archeologici. La location viene scelta in base al tipo di collaborazione che devo svolgere, per esempio se si tratta di pubblicizzare tute da scii ovviamente prediligo un paesaggio innevato. Se la collaborazione è incentrata sulla sponsorizzazione di camicie, in base al loro colore o stile scelgo dove scattare le foto. L’attenzione al dettaglio, in questo caso allo location, fa molto in una collaborazione, perchè va a risaltare il prodotto, incentivando le persone ad acquistarlo. Tutto questo viene deciso unicamente da me, non mi faccio aiutare da nessuno. Il mio mestiere si basa sulla creatività, infatti devo cercare di portare contenuti originali altrimenti il pubblico si annoia. Questo è il motivo per cui leggo tanto e mi informo, cercando così di rimanere sempre al passo con i tempi. Devo ammettere che prendo anche spunto magari da alcune pagine che si occupano di città d’arte e beni culturali, per quanto concerne la scelta delle location.







Restando in tema, la pandemia e le restrizioni hanno limitato la tua attività? Inoltre, durante i periodi di lockdown, come hai gestito la strategia di pubblicazione? Hai subito dei cali in termini di interazione?


La pandemia e le restrizioni dovute al Covid hanno inevitabilmente limitato la mia attività, soprattutto la pubblicazione di post. Durante il lockdown mi sono concentrato sull’uso delle “Storie”, instaurando un rapporto diretto con i miei followers: ci tenevamo compagnia scambiandoci qualche ricetta oppure alcuni esercizi ginnici. Dovendo stare chiuso in casa, avevo molto più tempo da dedicare al mio pubblico, quindi sotto questo aspetto il lockdown mi è servito molto. Per quanto concerne invece la pubblicazione di post il discorso è sicuramente diverso. Non riuscivo più a garantire una continuità e questo mi ha portato ad avere dei cali in termini di interazione. I post sono fondamentali per ampliare il proprio pubblico e farsi conoscere a nuove persone. Le “Storie” non sono sufficienti, il pubblico vuole vedere originalità, creatività e passione altrimenti si annoia. Mi ritengo comunque fortunato, infatti nonostante le restrizioni, ho sempre lavorato. Ho potuto collaborare con bellissime strutture alberghiere situate in prestigiose città italiane, dal mare alla montagna. Il Covid ha bloccato il turismo, così diversi resort e alberghi hanno deciso di approfittare della mancanza di turisti per collaborare con gli influencer. Non ho mai avuto così tante collaborazioni nell’ambito alberghiero come nei mesi del lockdown.




Non solo pandemia. Nel corso degli anni, quale difficoltà sui social hai fatto più fatica ad affrontare? Cosa ti aiutato a superare questi momenti e cosa consiglieresti a chi si trova davanti degli ostacoli legati alla sua attività social?


Se parliamo di sfide, la pandemia non è l’unica che ho affrontato, infatti quotidianamente mi scontro con un nemico invisibile: l’odio social. Non mancano i detrattori, gli “haters” e le critiche. Sinceramente mi hanno sempre lasciato perplesso quelli che entrano sul mio profilo criticandomi per il selfie in una spa o una storia sullo yacht. Mi accusano di ostentare la ricchezza, mi attaccano, senza capire che l’influencer è un professionista. Il mio è un lavoro a tutti gli effetti, sebbene lo svolga part time coniugandolo con il tempo dedicato allo studio. E sapere che stai facendo il tuo lavoro, ma qualcuno che non gradisce tuoi contenuti si prende la briga di insultarti, anziché scrollare e passare al prossimo post se non interessato, mi ha sempre un po’ colpito. Ma i social funzionano così. Questo è l’aspetto negativo dei social. Voglio precisare che l’influencer non è un educatore, è una persona che mostra la propria vita, giusta o sbagliata che sia, secondo me. E come essere umano, ho le mie opinioni, che attraverso i post e le storie su Instagram cerco di trasmettere. L’odio social fa male e ti porta ad auto-convincerti di essere sbagliato. Perchè dobbiamo essere insultati se non stiamo facendo nulla di male, viviamo solo la nostra vita e facciamo il nostro lavoro. Dobbiamo mostrarci sempre per quello che siamo, senza vergognarci di nulla. Le persone che si mostrano per come sono davvero, sono coraggiose! Perché è molto più difficile essere se stessi, che essere come la società ci vuole! Voglio essere sincero: circa nove mesi fa stavo per darla vinta agli haters, infatti i continui insulti mi avevano fatto maturare la volontà di allontanarmi dai social. L’affetto che mi lega ai miei followers, la passione che metto nel mio lavoro e la determinazione mi hanno portato a vincere questa sfida. Oggi sono più forte di prima.




Il trend del momento è TikTok, ma non ti vediamo ancora particolarmente attivo sulla piattaforma. Sei uno di quelli che preferisce dedicarsi completamente a Instagram o hai intenzione in un prossimo futuro di sbarcare sul social network più amato dai teenager?


TikTok è sicuramente il trend del momento, anche se principalmente usato da ragazzi molto giovani, la cosiddetta Generazione Z. Non sono molto attivo sulla piattaforma perchè preferisco le foto ai video, mi trovo più a mio agio davanti alla fotocamera. Ammiro tutti i ragazzi che riescono a crearsi un grande seguito su TikTok e riuscire così a fare emergere la loro personalità. Infatti questa nuova piattaforma è utile per farsi conoscere in quanto “personaggio”, usando come carta vincente la passione per il ballo e la simpatia. Instagram, a mio avviso, è più professionale. Ho comunque un profilo su TikTok dove seguo alcuni personaggi pubblici, ma preferisco per il momento solo essere un follower e non un tiktoker. Magari in futuro avvierò collaborazioni anche su questa nuova piattaforma, mai dire mai.




Da nord a sud, sei solito sfoggiare moltissimi outfit. Ti piacerebbe un giorno creare un tuo brand d'abbigliamento? Se si, hai un influencer che vorresti prendere come ispirazione in tal senso?


Ogni anno aspetto con ansia l’arrivo della Milano Fashion Week per poter accedere alle sfilate, prendere spunti per nuovi outfit e soprattutto capire le nuove tendenze. La moda cambia continuamente, bisogna restare sempre aggiornati in modo da portare su Instagram contenuti sempre attuali. Per ora mi diverto a comporre nuovi outfit, sulla base dei capi che devo pubblicizzare, però non escludo in futuro di creare un mio brand d’abbigliamento. Cerco sempre di non copiare gli altri influencer, altrimenti sarei sempre e solo una “copia” di qualcuno, quindi prendo spunto dalle riviste (Elle, per esempio) e grandi stilisti, come Giorgio Armani.








Dove vedremo Federico nei prossimi anni? Sari ancora impegnato con la tua attività da influencer o ti dedicherai ad altro?


Ora sto per concludere i miei studi universitari, diventando così Dottore in Giurisprudenza. Chissà, magari fra dieci anni continuerò a usare i social per diffondere le nuove tendenze, e magari per mettere a disposizione le mie competenze e la mia esperienza da avvocato per aiutare il prossimo. Potrei essere un “consigliere legale su Instagram”, chissà: il pubblico d’altronde già ce l’ho.



 






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