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ESCLUSIVA Realdamico: intervista a Rocco Tripodi

Aggiornamento: 7 dic 2022


Il protagonista dell'intervista della settimana è Rocco Tripodi.


Conosciuto per il essere il founder di Indifferenza Astrale, pagina Instagram dedicato al trash della televisione italiana (e non solo), Rocco Tripodi è un ragazzo solare e determinato, che grazie alla sue doti comunicative è riuscito conquistare l'affetto di migliaia di utenti ma anche di numerosi personaggi noti nel mondo dello spettacolo.



Credit: Rocco Tripodi Instagram



L'intervista


Ciao Rocco, partiamo subito con la prima domanda di rito: da quanto tempo sei su Instagram e come ti sei avvicinato al mondo dei social network?

Era il 2017. Non era un momento felice della mia vita. Avevo bisogno di qualcosa che mi stimolasse, di interagire con le persone. Qualcosa che mi convincesse che, oltre alla mia sofferenza e alle torture della mia mente, là fuori ci fosse qualcosa di più bello. Un motivo per andare avanti, un’occasione per ricominciare esattamente dal punto in cui mi ero perso.






Altra nostra domanda di rito. Per essere rilevante sui social, che importanza hanno, da 1 a 10, secondo te questi fattori:


  • Aspetto fisico / Condizione economica: 1

  • Continuità di contenuti: 9

  • Amicizia/collaborazioni con personaggi noti: 7

  • Qualità dei contenuti: 9

  • Rapporto con la community: 10

  • Idee tecnico-pratiche: 8

  • Bravura del fotografo-videomaker: 8

  • Bravura del social media manager: 7.




Sei il papà di Indifferenza Astrale, una pagina Instagram dedicata ai momenti più trash (e non solo) della televisione italiana. Vuoi raccontarci quali sono stati i passaggi d'avvicinamento alla creazione di Indifferenza Astrale? Pensavi che nel giro di qualche hanno avrebbe raggiunto un tal seguito?


Indifferenza Astrale nasce per caso. Per puro caso e non per mia volontà. Nella mia vita ho sempre cercato di nascondere le mie paure con l’ironia. Quando ancora non esisteva Indifferenza Astrale, pubblicavo costantemente nelle mie Instagram Stories un sacco di spezzettoni trash dei programmi tv. Ricordo nitidamente che una volta un mio follower mi disse: “Ti seguo con piacere, ma se continui ad intasarmi Instagram con tutta la roba della tv, ti blocco. Aprirti un altro profilo e sfigati li”. Ecco come nacque, a suo tempo, la pagina BUUU. Una pagina senza senso, che poi diventò Indifferenza Astrale. Mai avuto alcuna aspettativa. Il successo di Indifferenza Astrale non è stato cercato da me. È successo. Come ogni cosa nella mia vita, succede. Mi trovo spesso nella conseguenza e mai nella scelta.


La pagina è seguita da diversi personaggi pubblici, molti dei quali interagiscono con condivisioni e commenti e direttamente con la tua persona. In tal senso, a quale personaggio, 'conosciuto' tramite i social, sei più affezionato? Inoltre, quale interazione di un personaggio noto della tv ti ha lasciato più sorpreso (in positivo o negativo)?


Senza ombra di dubbio Barbara d'Urso e Tina Cipollari. Con loro c’è stata empatia dal primo momento. Questo mi ha veramente stupito, la genuinità di queste due donne, ognuno nel proprio ruolo autentiche, dirette, schiette. Sono affascinato dal mondo in cui svolgono il loro lavoro. Poi, di mio, sto dalla parte delle donne, hanno una marcia in più.






Passiamo alla parte tecnico-pratica. Come è cambiata l'organizzazione del tuo lavoro da creator nel corso dei vari anni? Hai cambiato strategie di pubblicazione (target, tipi di post, personaggi ecc) rispetto a quando la pagina era seguita da poche migliaia di persone?


Io mi sono ritrovato in questo mondo senza volerlo. Dunque è stato molto difficile per me all’inizio, non avendo assolutamente idea di cosa significasse la responsabilità di interazione con migliaia di persone. Non ho mai avuto una strategia. Il mio poi è diventato un obiettivo, quello di lanciare messaggi di denuncia sociale attraverso la comicità, attraverso quello che accade nel più grande mezzo di comunicazione e, soprattutto, dare alle persone la possibilità di distrarsi, di uscire dalla monotonia, di sentirsi liberi di esprimere le proprie opinioni e rivalutare dentro se stessi la bellezza di un sorriso. È bello ridere. Se penso a ciò che ho passato a suo tempo, credo che l’obiettivo principale sia stato quello di poter dare agli altri quello che non ho avuto io o semplicemente, ciò che mi era stato tolto.



Da un punto di vista puramente tecnico, a cosa pensi sia dovuto il seguito di Indifferenza Astrale? Cosa pensi ti abbia aiutato di più nella crescita della tua community?


Ho instaurato, sin dall’inizio, un rapporto confidenziale e diretto con le persone. Non ho mai visto loro come dei numeri, come un mio punto di arrivo al nulla o come dei semplici bot da esercito per contrastare l’operato di qualcun altro o per sentirmi io stesso qualcuno. Credo, da quello che leggo quotidianamente nei messaggi che ricevo, che la gente abbia capito tutto ciò. Indifferenza Astrale non è seguita per la sua originalità, per chissà quale scoperta o per qualsivoglia altra strategia tecnica. Indifferenza Astrale è seguita perché non mi appartiene, perché è uno spazio comune in cui le persone sono libere di esprimersi e di fare, di trasformare che accade in tv in un insegnamento per la propria vita. Il trash è cultura. La critica è cultura. Attraverso un giudizio, nel rispetto degli altri naturalmente, si è in grado anche di crescere, di maturare. A maggior ragione questo è più costruttivo è bello se accade ridendo.



Indifferenza Astrale è presente su tutte le piattaforme da Instagram, passando per Twitter fino a TikTok. Quale pensi sia il social network che più si adatta al tuo target? A quale dedichi maggiore tempo e quale invece vorresti migliorare da un punto di vista dei contenuti?


Beh, tutto nasce con Instagram. Poi è chiaro che ho cercato di trasportare questo obiettivo altrove. Mi credi? Non ci penso. Non vedo questa pagina come un’occasione personale per l’affermazione mia personale nella società. Io conduco una vita normale, studio tutt’altro. Indifferenza Astrale è quella parte di me che viene fuori quando sto male. Mi rifugio in quell’impegno e non mi sento solo. Mi piace ascoltare gli altri, anche aiutarli quando necessario. C’è sempre una via di fuga, di sostegno, di conforto in ogni situazione. Ecco, l’essere umani, uguali, insieme. Se dovessi cambiare qualcosa nei social network, sicuramente TikTok è quello che reputo più dannoso per i trend che spesso nascono in quel social. C’è bisogno di più impegno per evitare certe catastrofi, specie tra i minori.



Non solo Indifferenza Astrale. Nel corso di questi anni hai avuto modo di collaborare anche attraverso il tuo profilo personale con diverse aziende. Cosa valuti prima di accettare una collaborazione? Cosa consiglieresti a un creator che deve 'chiudere' le sue prime collaborazione su Instagram?


Ecco. Questa domanda mi piace tantissimo. Partiamo dal presupposto che la cosa che evito a priori è il lucro. Non mi sono mai fatto pagare per alcuna collaborazione né tantomeno ho mai avanzato pretese. I brand, vista la notorietà della pagina, mi contattano offrendomi gratuitamente il loro prodotto. Non è un do ut des a fini commerciali e a scopi economici. Riconosco che magari la visibilità della mia pagina possa essere d’aiuto a chi ha bisogno di vendere per portare il pane a casa il giorno dopo e sono felice di offrire questa opportunità gratuitamente. Cosa importantissima, lo si può vedere per l’appunto, accetto solo le collaborazioni dei negozi privati. Mai collaborato con grandi aziende e quant’altro. Mi piace l’idea che se, per quanto io possa valere, la mia immagine può aiutare il tuo negozio che hai aperto con tante ambizioni e sacrifici, perché tirarmi indietro? So cosa significa lavorare, so il valore del denaro e conosco il sacrificio. Se mi contatta il negozio di Napoli, Roma, Milano, Messina, Catania ecc e mi dice ti mando il mio prodotto nella speranza che con la tua visibilità io possa venderlo, la risposta è sì, solo si e sempre si. Il mio consiglio è non fatevi fregare e abusate mai di chi sta solo cercando di guadagnare qualche soldo in più per arrivare a fine mese.






Social ed haters. Sia sul tuo profilo personale che in quello di Indifferenza Astrale pensiamo non manchino i commenti di una fetta del web aggressiva, che ha come hobby quello di criticare ed insultare anche in maniera pesante un personaggio o un organizzazione nota, magari nascondendosi dietro a un profilo fake. Come affronti tali situazioni e cosa consigli ai creator che ogni giorno si trovano alle prese con gli haters?


Ci sarebbe tanto da dire. Non ho contato le volte in cui mi è stato augurato il cancro o mi è stato detto di meritare di morire. Credo fortemente che l’odio sia l’epicentro ed ipocentro del terremoto dell’insoddisfazione. Lo stiamo vivendo in questi giorni con l’affossamento, ad esempio, della Legge Zan. Purtroppo manca una legge che tuteli le vittime di questi reati e noi viviamo in uno stato dove l’odio e la criminalità trionfano e i diritti muoiono tra applausi di senatori pagati con le nostre tasse. I social hanno dato l’opportunità anche a questi criminali. Io non riesco a chiamarli in altro modo, per me i bulli, gli omofobi, i razzisti, chi discrimina, chi insulta solo per il gusto di farlo, chi ha come obiettivo solo il ferire il prossimo, è un criminale. Purtroppo, ahimè, spesso impunito. Il male che fai con una parola, con un gesto, anche con un commento non può essere ripagato con una sanzione amministrativa. Non basta. Perché quelle parole ti faranno ancora male. C’è bisogno di una legge che possa consentire anche a questi criminali una rieducazione per potersi reintrodurre nella società e degli aiuti attivi psicologici alle vittime. Un bullo se non rieducato sarà sempre un bullo, un omofobo sarà sempre un omofobo e via dicendo.

Come li affronto? Bella domanda. Con i pochi mezzi che ho. La cultura ad esempio. La razionalità di non cadere nella loro trappola che crea poi un circolo vizioso. La capacità, a volte a denti stretti, di ignorarli. Io ho imparato ad essere forte, sorridere ed andare avanti. Ma riconosco che altre persone siano fragili e possono avere delle gravi ripercussioni da tutto ciò. Ecco perché sarò sempre in prima fila nella lotta a questi fenomeni disastrosi della nostra società. Bisogna lottare, resistere, urlare. Chi è vittima di questi crimini non deve essere un sussurro nell’oceano, deve essere una voce che urla nell’universo. Non dobbiamo lasciarci intimidire dall’ignoranza, va combattuta con ogni mezzo e i diritti vanno richiesti con anima, mente, cuore e corpo.

Niente e nessuno potrà fermare il futuro, ecco perché dobbiamo impegnarci affinché sia un futuro migliore.




Siamo giunti al termine dell'intervista e ti ringraziamo per la disponibilità. Ma prima di chiudere, vogliamo chiederti: dove vedi la persona di Rocco tra qualche anno? Ancora impegnato sui social o magari parte attiva in uno o più programmi televisivi in ambito nazionale?


Dove mi vedo tra qualche anno? Non lo so. Vivo alla giornata. Studio scienze politiche, quindi credo che coltiverò questa strada e cercherò con ogni mezzo, ogni mia capacità e conoscenza di contribuire al cambiamento di questa società. Sicuramente sarò sempre attivo sui social e cercherò di farne ancora buon uso, contrastando come detto determinati fenomeni. La televisione non mi dispiacerebbe. Certo sono sicuramente uno da dietro le quinte, mi piace progettare, architettare, creare la giusta atmosfera per determinate dinamiche; quindi non guasterebbe diventare un autore tv. Ma mi piace anche l’idea della conduzione, lo stretto contatto con il pubblico e anche la responsabilità che si ha quando si ricoprono determinati ruoli. Chissà. Anche il giornalismo mi piace. Accetterò qualsiasi cosa il destino ha per me. Non ci spero, però se accade, sarebbe un grande traguardo per chi, come me, è partito dal basso. Raggiungere il vertice dello scopo di Indifferenza Astrale, quello di dare voce a determinate cose a più persone possibili. Grazie a voi per avermi offerto l’opportunità di questa intervista. A presto.




Grazie Rocco, with ❤️,

 





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